venerdì 12 febbraio 2010

(Fotocollage di Bruno Chiarlone, cartolina di Sabrina Roveta - 2010)

Eliodoro Specchi, nacque a Milano il 10 agosto 1810 da Giuseppe e Maddalena Petralia, cantanti d'opera; fu educato e allevato a Bologna dalla zia Costanza, anche lei sublime nel canto, assieme alla sorella Luisa Adelina, di tre anni più piccola. I genitori abitavano a Bologna (via M. D'Azzeglio) in una bella villa di famiglia con giardino. Si presume  fossero sovente in giro per i teatri del mondo e che lasciassero i figli alla cura della brava Maddalena, zia di Eliodoro e di Adelina. Eliodoro fu patriota e anche lui celebre artista lirico, conteso dai maggiori teatri d'Europa e degli Stati Uniti. 
A 46 anni, al culmine della carriera si ritirò dalle scene mentre era in America. Il 24 maggio 1855 ebbe il passaporto dal Governo degli Stati Uniti d'America.
Sbarcato a Genova, si stabilì a Millesimo nell'ottobre del 1855, divenendo intimo dell'Abba e mantenendo frequenti contatti con Garibaldi che seguì nel 1859 con i Cacciatori delle Alpi. Tenne contatti anche con Avezzana, Bixio ed altri patrioti.
Il 30 settembre 1862 gli venne riconosciuta  una somma annua di Lire 100 per la medaglia al valor militare che gli era stata conferita e il mese precedente gli fu aperta una cartella di credito per la pensione dell'Ordine Militare di Savoia. Un elenco di documenti relativi alle sue molte vicende militari è depositato nell'Archivio di Bologna in cui si possono vedere i riconoscimenti avuti e le sue partecipazioni ai vari comandi di battaglione.
Venuta la guerra del '66 partì per il concentramento garibaldino di Bari, dove assunse, col grado di colonnello, il comando dell' 8° Reggimento di Volontari.
Fu "Cavalier della Croce di Savoia e di Spagna", come si può vedere inciso nella lapide marmorea che è posta sulla tomba della famiglia Salvi, nel cimitero della Certosa di Bologna.  
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"Il gran Generale [Garibaldi] al nostro maggiore Specchi ebbe a dire che siamo leoni, (...) io col maggiore e 30 uomini circa siamo stati i primi ad entrare in città, (...)" Questo brano è tratto da una lettera scritta dal sottotenente Giovanni Veneziani ad Eleuterio Pagliano, da Capo di Milazzo il 27 luglio 1860.


In una sua lettera autografa inviata da Millesimo il 23 gennaio 1865, a Cesare Abba,  informa l'amico cairese di essere stato a Caprera, ospite di Garibaldi e di averlo trovato in ottima salute. Cesare Abba aveva 17 anni quando incontrò Eliodoro Specchi a Carcare dagli Scolopi e nacque una grande amicizia con il personaggio che aveva già 45 anni ed era stato in giro per il mondo nei grandi teatri di Siviglia, dell'Avana, in Messico, a New York...

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